Workshop “Liver-Fat qMRI”
L’Imaging “quantitativo” con Risonanza Magnetica (qMRI) nello studio della steatosi epatica non alcolica
Chieti, 15 marzo 2016
L’obbiettivo del workshop è stato quello di sollecitare l’attenzione della comunità scientifica medica sull'utilizzo delle metodiche di imaging “quantitativo” con Risonanza Magnetica (qMRI – quantitative Magnetic Resonance Imaging) nello studio della steatosi epatica non alcolica.
In particolare è stata illustrata una tecnica di recente evoluzione che consente una misura RM “quantitativa” del contenuto di grasso nel fegato, ovvero una misura della densità protonica della frazione di grasso (“Proton Density Fat-Fraction”). La tecnica comprende un appropriato protocollo di imaging con sequenze RM dedicate ed un software di elaborazione delle immagini progettato e realizzato appositamente.
Un’altra utilità di questo software è la capacità di calcolare mappe di T2*, una misura del contenuto di ferro nel fegato, un parametro chiave nella gestione di pazienti con emocromatosi.
Questa tecnica “quantitativa” molto avanzata utilizza un metodo cosiddetto “multi-echo”, “multi-peak” in una singola acquisizione in “breath-hold”, tenendo quindi conto della complessità dello spettro RM del grasso epatico (“Complex-based Chemical Shift Technique”).
Potenzialmente essa può essere utilizzata anche per altri distretti corporei come il pancreas, muscoli scheletrici, etc.
Durante il workshop si è inoltre discussa la fattibilità di un progetto di studio clinico multicentrico della steatosi epatica non alcolica mediante questa nuova tecnica qMRI.
